La Presidenza e l'Ue
La storia delle precedenti Presidenze italiane
I risultati conseguiti nel passato dalle Presidenze Italiane del Consiglio Ue

Trattati di Roma (1957)

L’Italia ha guidato i lavori del Consiglio dei ministri dell’Unione europea già undici volte, dal 1957, anno della firma dei Trattati di Roma. L’esordio del nostro Paese è nel luglio 1959, quando a Palazzo Chigi siede Antonio Segni.
Amintore Fanfani, nel 1962, Aldo Moro, nel 1965, sono i Capi di governo dei semestri italiani nel primo decennio della storia dell’Ue. Il 1 luglio 1968 il governo di Giovanni Leone assume la guida del Semestre di Presidenza, lo stesso giorno in cui per i sei Paesi fondatori (Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda e Italia) entra in vigore l’Unione doganale con la rimozione di tutti dazi nel commercio tra i sei Paesi fondatori e l'introduzione una tariffa doganale comune. 

Successivamente alcune tappe fondamentali nel processo di costruzione comunitaria hanno avuto un impulso particolarmente incisivo grazie alle alla Presidenza Italiana. Si segnala in particolare:


- nel dicembre 1975 a Roma il Consiglio europeo, formato dai leader degli allora nove Paesi membri (dopo l'adesione nel 1973 di Regno Unito, Danimarca e Irlanda) decide per la primavera del 1978 l'elezione a suffragio universale del Parlamento europeo;


- nel giugno 1980 a Venezia il Consiglio europeo presieduto dall’Italia approva alcune dichiarazioni politiche ed in particolare quella, più nota come dichiarazione di Venezia sul Medio Oriente, nella quale si riconosce, tra l'altro, ai palestinesi il diritto all'autodeterminazione e il diritto per tutti gli Stati della Regione, compreso Israele, all’esistenza e alla sicurezza, primo segno di una comune valutazione di politica estera dei Paesi membri. Inoltre come conseguenza della seconda crisi energetica che colpisce l'Occidente, i Nove invitano al dialogo euro-arabo sui problemi energetici;


- nel giugno 1985 a Milano il Consiglio europeo a dieci, dopo l'ingresso della Grecia nel 1981, decide di realizzare entro la fine del 1992 il mercato unico europeo e a tal fine approva la convocazione di una Conferenza intergovernativa che porterà all'Atto unico europeo (17 febbraio 1986), la prima riforma istituzionale Cee dopo il Trattato di Roma;


- nell’ottobre 1990 a Roma il Consiglio straordinario europeo a dodici, con l'ingresso di Spagna e Portogallo nel 1986, si conclude con l'approvazione di due documenti, uno sull'Unione politica europea e l'altro sull'Unione monetaria europea. Il Consiglio esprime la volontà di trasformare gradualmente la Comunità in Unione e si decide la creazione di una cittadinanza europea da aggiungersi a quelle nazionali;


- nel dicembre 1990 a Roma il vertice dei Capi di Stato e di governo dei Dodici dà il via alle due Conferenze intergovernative (Cig) sull'Unione politica e sull'Unione economica e monetaria. Le due Cig porteranno alla firma del Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) che segna la nascita dell'Unione europea. Tra gli artefici di Maastricht, Guido Carli, all'epoca ministro del Tesoro;


- nel marzo 1996 a Torino un vertice straordinario dei Quindici (nel 1995 aderiscono all’Ue Austria, Finlandia e Svezia) inaugura la Conferenza intergovernativa per la revisione del Trattato di Maastricht. La Presidenza italiana sottopone al vaglio del vertice la formula della flessibilità: in pratica i Paesi che vorranno andare avanti più in fretta sulla strada dell'integrazione potranno farlo, ma in ambito comunitario e con l’impegno di aiutare gli altri a raggiungerli;


- nel giugno 1996 a Firenze il Semestre di Presidenza italiano si chiude con l’unanime riconoscimento per la prima tappa dei lavori svolti dalla Cig, lavori che porteranno alla firma del Trattato di Amsterdam (2 ottobre 1997). Il Consiglio europeo raggiunge un accordo sulla crisi della “mucca pazza” e vara Europol, l’agenzia di polizia europea;


- nell’ottobre 2003 a Roma si tiene la sessione inaugurale della Cig per la stesura e l’adozione della versione definitiva della prima Costituzione Europea, che costituì la base per il futuro trattato di Lisbona. Nell’ottobre 2004 a Roma i Capi di Stato e di Governo e i ministri degli Affari esteri di 25 Paesi membri e di due Paesi in via di adesione partecipano alla cerimonia della firma del Trattato e dell’Atto finale che stabiliscono una Costituzione per l’Europa.

Ultimo aggiornamento: mercoledì 11 giugno 2014