I padri fondatori dell'Unione europea

Konrad Adenauer 1876–1967

 Konrad Adenauer - Il primo Cancelliere della Repubblica federale di Germania pone una delle pietre più importanti su cui l’Europa ha gettato le sue fondamenta. Grazie al suo impegno in politica estera, Adenauer ottiene la riconciliazione con la Francia, nemico storico del suo Paese, e, insieme al Presidente francese Charles de Gaulle, arriva ad una svolta storica: la firma, nel 1963, di un trattato di amicizia tra le due nazioni, che diviene uno dei capisaldi irrinunciabili per la futura integrazione europea. 

 

 

 

Joseph Bech 1887–1975

 Joseph Bech – Politico e avvocato lussemburghese vive entrambe le Guerre, esperienza determinante nella sua biografia. È proprio quella difficile situazione, vissuta in uno Stato piccolo e stretto tra due grandi e potenti Paesi come Francia e Germania, a fargli comprendere l’importanza dell’internazionalismo e della cooperazione tra Stati. Una consapevolezza che Bech porta con sé fino ai lavori per la costituzione del Benelux, ovvero l’unione tra Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Fase storica tuttora considerata come il primo modello per la futura Unione europea.  

  

 

Johan Willem Bayen 1897–1976

Johan Willem Beyen - Banchiere e politico, Beyen è ricordato per il contributo dato al processo di integrazione europea e alla proposta di unione doganale e di cooperazione economica all’interno di un mercato comune europeo, conosciuta come “Piano Beyen”. La sua idea fu recepita dai Trattati di Roma del 1957 e costituisce da allora il nucleo dell’Unione europea.   

 

 

 

 

Winston Churchill 1874-1965

 Winston Churchill – Premier britannico durante la seconda Guerra mondiale, è il primo a invocare la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”. Questa esperienza lo convince ben presto che per scongiurare l’incubo di un futuro di guerre l’unica soluzione risieda in un’Europa unita. Churchill, fautore della coalizione antinazista e Nobel per la letteratura, nella memoria collettiva è a tutti gli effetti uno dei maggiori promotori della causa europea. 

 

 

 

 

Alcide de Gasperi 1881–1954

Alcide De Gasperi – Ultimo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia e primo della Repubblica, promuove con insistenza e convinzione l’unità europea. Lavora alla realizzazione del Piano Marshall, alla creazione di legami economici sempre più solidi tra gli Stati europei e sostiene il Piano Schuman per la fondazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Anche grazie al suo contributo si è sviluppata l’idea di una politica europea comune di difesa.

 

 

 

 

Walter Hallestein 190 –1982

Walter Hallstein - Fervente europeista e fautore dell’integrazione, è il primo Presidente della Commissione europea dal 1958 al 1967. In questo ruolo si impegna in favore del mercato comune. Anche in qualità di Segretario di Stato nel ministero degli Esteri tedesco di Hallstein si contraddistingue per la sua politica estera, la cosiddetta “Dottrina Hallstein”, che permette alla giovane democrazia tedesca di avvicinarsi all’Europa occidentale. 

 

 

 

 

Sicco Mansholt 1908–1995

Sicco Mansholt - Agricoltore e membro della resistenza olandese durante la Seconda Guerra Mondiale, Mansholt è il primo Commissario europeo per l’Agricoltura. Le sue idee, nate in seguito alle terribili carestie che colpiscono l’Olanda a seguito della guerra, puntano a incoraggiare la produttività agricola al fine di poter garantire una riserva di cibo accessibile a tutti e a prezzi contenuti. Dalle sue riflessioni si gettano le basi della Politica agricola comune dell’Ue. 

 

 

 

Jean Monnet 1888–1979

Jean Monnet - Politico e consigliere economico francese è il più importante ispiratore della “Dichiarazione Schuman” del 9 maggio 1950, che porta alla creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio. È il primo embrione dell’Unione della quale Monnet è, tra il 1952 e il 1955, il primo Presidente e la prima di una serie di istituzioni europee sovranazionali che porteranno a quella che oggi si chiama "Unione europea".   

 

 

 

Robert Schuman 1886–1963

Robert Schuman - Ministro degli Esteri francese tra il 1948 e il 1952 e poi Presidente del Parlamento europeo dal 1958 al 1960, passa alla storia per il cosiddetto ‘Piano Schuman’ per il controllo congiunto della produzione dei principali materiali per l’industria bellica, cioè il carbone e l’acciaio. Non avere il controllo sulla produzione di carbone e ferro ostacola la possibilità di combattere una guerra. Questo motivo spinge Schuman, insieme a Jean Monnet, a redigere e presentare il Piano il 9 maggio 1950, giorno considerato data di nascita dell’Unione europea. Un anno dopo, Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi sottoscrivono l’accordo per la Comunità europea del carbone e dell’acciaio.  

 

 

Paul-Henri Spaak 1899–1972

Paul-Henri Spaak – Politico belga che, già durante la Seconda Guerra Mondiale, ipotizza una fusione tra gli Stati del Benelux e promuove l’unificazione dell’Europa appoggiando la Comunità europea del carbone e dell’acciaio e una Comunità europea di difesa. Secondo Spaak unire gli Stati per mezzo di obblighi vincolanti che derivano da un trattato costituisce il mezzo più efficace per garantire pace e stabilità. In qualità di Presidente della prima assemblea plenaria delle Nazioni Unite del 1946 e nel ruolo di Segretario generale della NATO (1957-61) collabora alla realizzazione di questi obiettivi.  

 

 

Altiero Spinelli 1907 – 1986

Altiero Spinelli – Intellettuale antifascista, nel 1941, insieme ad altri prigionieri politici confinati sull’isola di Ventotene dal regime fascista, traccia il profilo di un'Europa federale attraverso il Manifesto di Ventotene. Il documento costituisce uno dei primi esempi in cui si sostiene una Costituzione europea e la formazione di una federazione europea sovranazionale di Stati, il cui obbiettivo primario consiste nel creare un legame tra gli Stati europei che impedisca una nuova guerra. Il 14 febbraio 1984 il Parlamento europeo adotta la sua proposta a stragrande maggioranza e approva il “Progetto di Trattato istitutivo dell’Unione europea”, il cosiddetto “Piano Spinelli”. I Parlamenti nazionali non ratificarono il Trattato, ma il documento costituisce la base per i successivi Trattati dell’Unione europea.

 

Ultimo aggiornamento: giovedì 12 giugno 2014