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Direttiva sulle società madri e figlie: il Consiglio accetta di inserire la clausola anti-abuso contro l’evasione fiscale delle società
Padoan: “Permetterà agli Stati di contrastare in modo più efficace la pianificazione fiscale aggressiva da parte di gruppi o società”

CC BY-NC-SA 2.0 Flickr / mammal

Il Consiglio ha approvato l’emendamento a una direttiva Ue al fine di prevenire l’evasione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva da parte dei gruppi societari. A tale scopo, ha accettato di inserire una clausola vincolante anti-abuso quale regola de minimis nella direttiva Ue sulle società madri e figlie. La clausola anti-abuso è volta a impedire abusi delle disposizioni della direttiva e a garantirne un’applicazione più coerente nei differenti Stati membri. I governi dovranno pertanto astenersi dal concedere i benefici della direttiva sulle società madri e figlie a un’intesa, o una serie di intese, che non sono “autentiche”, che sono state poste in essere al solo fine di usufruire di un beneficio fiscale e che dunque non riflettono la realtà economica.

La direttiva di modifica sarà adottata nel corso della prossima sessione del Consiglio senza ulteriore dibattito.

“L’accordo sull’inserimento della clausola vincolante anti-abuso nella direttiva sulle società madri e figlie permetterà di contrastare in modo più efficace la pianificazione fiscale aggressiva da parte di gruppi o di società, garantendo così una più equa tassazione delle società entro l’Unione europea, “ ha dichiarato Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e delle finanze. “Questo emendamento obbligherà gli Stati membri a prevedere, per lo meno, un livello minimo di contrasto agli abusi della direttiva.”

Per maggiori informazioni: Consiglio dell’Unione europea

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Ultimo aggiornamento: martedì 9 dicembre 2014