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Riciclaggio di denaro: il Parlamento e il Consiglio raggiungono un’intesa su standard avanzati e registri centrali
Ambasciatore Sannino: “Questo accordo permetterà all’Ue di essere in prima fila nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”.

Images Money / CC Flickr

La Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un accordo con il Parlamento europeo in merito alla Quarta direttiva anti-riciclaggio e il Regolamento sui trasferimenti di fondi, che introducono nell’Unione le più recenti raccomandazioni della Financial Action Task Force (FATF/GAFI), il soggetto promotore degli standard globali in materia di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

La proposta di una Quarta direttiva di attuazione delle Raccomandazioni FATF è stata presentata dalla Commissione nel febbraio 2013 ed è stata oggetto di intensi negoziati in seno al Consiglio ed entro il Parlamento europeo per quasi due anni.

Il testo approvato rappresenta un importante risultato nel quadro europeo anti-riciclaggio: non solo applica le Raccomandazioni FATF, allineando i Paesi Ue ai più avanzati standard internazionali, ma va anche ben oltre tali standard, introducendo una serie di disposizioni ambiziose che si prevede permetteranno all’Europa di compiere considerevoli passi avanti nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. In particolar modo, al fine di accrescere la trasparenza in merito alla proprietà delle società e dei trust e di fornire alle autorità strumenti efficaci per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, il testo approvato introduce in tutti i Paesi europei un registro centralizzato di informazioni riguardo alla proprietà effettiva. Il registro sarà accessibile alle autorità competenti, le UIF, gli enti obbligati e le persone capaci di dimostrare interesse legittimo nel settore. La Direttiva riconosce l’importanza dell’adozione di un approccio sovranazionale per quanto concerne i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell’Unione, affidando alla Commissione europea il compito di condurre una valutazione sovranazionale  di tali rischi e formulando raccomandazioni agli Stati membri affinché questi possano farvi fronte in modo efficace. Inoltre, stabilisce un approccio europeo per l’individuazione di Paesi terzi che presentano lacune strategiche nel proprio quadro anti-riciclaggio.

Sono anche state introdotte disposizioni al fine di supervisionare in maniera più efficace gli istituti di pagamento che operano a livello transnazionale mediante agenti. In aggiunta, è prevista tutta una serie di nuove norme relative alle funzioni e alla cooperazione tra le unità di informazione, che svolgono un ruolo cruciale nel quadro anti-riciclaggio e che dispongono ora di maggiori poteri per quanto concerne lo scambio di informazioni e la collaborazione volta all’identificazione dei riciclatori di capitali che operano a livello transnazionale; riconoscendo la gravità e la natura transnazionale del riciclaggio di denaro derivante da reati fiscali, la Direttiva rafforza il più possibile la cooperazione tra le UIF in questi casi. Il Regolamento migliorerà significativamente la tracciabilità dei trasferimenti di fondi nell’Unione. Sono state introdotte innovazioni relative alle sanzioni volte a rafforzare la conformità.

Il Presidente del Comitato dei rappresentati permanenti, l’ambasciatore Sannino, ha dichiarato: “Questo accordo permetterà all’Ue di essere in prima fila nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. L’accordo va ben oltre i principi del G20 convenuti lo scorso novembre a Brisbane. La Presidenza italiana ha lavorato intensamente a favore della trasparenza nei negoziati”.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 17 dicembre 2014