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Marchi registrati: ridefinire il contesto normativo e potenziarne l’armonizzazione tra i Paesi
Dossier sul tavolo del prossimo Consiglio Competitività del 25 e 26 settembre

CC Flickr / indrasensi

Quello della registrazione dei marchi di impresa, su cui Consiglio Ue e Parlamento europeo sono chiamati a discutere nei prossimi mesi e probabilmente sul tavolo nel prossimo Compet di settembre, si presenta come uno strumento chiave per lo sviluppo e la crescita economica.

La Presidenza italiana ha avuto il mandato per trovare un accordo tra il Consiglio Ue e l’Europarlamento sulla revisione del contesto normativo che regolamenta il ‘trade mark’, così come richiesto dalla Commissione europea.
La riforma proposta dalla Commissione mira a promuovere condizioni ideali per l’innovazione delle imprese, condizioni che possano assicurare una maggior tutela dei marchi registrati rispetto alla contraffazione delle merci che circolano nel mercato europeo.

“Le industrie ad alta intensità di 'trade mark' generano più di un terzo del Pil della Ue e più di un quinto dei posti di lavoro”, ha ricordato recentemente il Sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi. L’obiettivo è di rendere la registrazione di un marchio maggiormente accessibile sia dal punto di vista economico, abbattendone i costi, sia dal punto di vista dell’efficacia e della rapidità dei tempi oltre a ridefinirne il contesto legislativo che possa garantire una maggiore certezza del diritto. La revisione coincide con lo sforzo di far coincidere coesistenza e complementarità tra i sistemi europei sui marchi registrati e quelli nazionali.

Per maggiori informazioni sulla proposta della Commissione si può consultare il seguente link.

Ultimo aggiornamento: venerdì 8 agosto 2014