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Accordo sugli OGM: ogni paese deciderà se vietarli o no
Il Semestre #IT2014EU in pillole

Fabrizio Monti / Flickr (CC BY-NC 2.0)

Dopo quattro anni di stallo negoziale l'Italia chiude un accordo su una direttiva che consente ai singoli Paesi membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul territorio nazionale. 

La Presidenza ha chiuso un accordo in seconda lettura sulla proposta di Direttiva relativa alla possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM in parte o tutto il territorio nazionale.  Dopo 4 anni di stallo negoziale, si è deciso di adottare uno strumento legislativo che consenta la maggiore flessibilità possibile agli Stati membri nelle scelte relative alla coltivazione di OGM, in modo da poter prendere in considerazione le specificità nazionali e locali. Un dossier considerato altamente prioritario per la Presidenza italiana.

Le nuove disposizioni garantiranno maggiore flessibilità nella coltivazione degli OGM, sotto certe condizioni, facendo particolare riferimento a due punti fondamentali:

1) durante la procedura di autorizzazione, lo Stato Membro potrà richiedere di effettuare modifiche a seconda delle condizioni geografiche del territorio;

2) in seguito all’autorizzazione di un OGM, lo Stato Membro ne potrà vietare o limitare la coltivazione nel caso in cui ci sia un rischio evidente di pericolo per la salute umana, le condizioni ambientali o in casi di emergenza. Gli Stati membri che decideranno di avere coltivazioni OGM nei loro territori dovranno inoltre necessariamente evitare contaminazioni nei Paesi confinanti in cui non sono state autorizzate le stesse coltivazioni.

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 7 gennaio 2015