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Mari sicuri: l’Ue delinea una strategia a garanzia del commercio, della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente
Il Semestre italiano per il potenziamento delle politiche di sicurezza dei mari europei

CC Flickr/Iko

La Presidenza italiana è impegnata nel portare avanti la discussione sulla strategia per la sicurezza marittima avviata sotto la precedente Presidenza greca. Il tema sarà al centro dei prossimi Consigli Affari generali, il primo dei quali si terrà il 29 agosto. 

Si tratta di un ambito su cui l’Unione europea è chiamata a far fronte per diversi motivi. Le cifre indicano chiaramente che i settori coinvolti sono molteplici. La sicurezza marittima riguarda ad esempio circa il 90% del totale delle merci esportate e il 40% di quelle del mercato interno che viaggiano via mare.
Sono inoltre circa 400 milioni le persone che ogni anno passano nei porti europei. Questi dati si tramutano nella necessità dell’Unione di garantire sicurezza e accessibilità dei mari per un commercio libero, per un trasporto efficiente, per il potenziamento del settore turistico, per la salvaguardia delle diversità ambientali e per lo sviluppo economico.

La strategia di sicurezza dei mari mira ad affrontare i problemi legati a rischi e a minacce quali la criminalità organizzata transfrontaliera, l’effettiva libera navigazione, la circolazione di armi di distruzione di massa o rischi ambientali.
Il piano di azione, volto a rispondere ad aspetti interni ed esterni all’Ue, si articola su cinque cardini: intensificazione dell’azione esterna dell’Ue; sensibilizzazione e sorveglianza, sviluppo delle potenzialità del settore marittimo; protezione delle infrastrutture strategiche; risposta a situazioni di crisi; ricerca e formazione sulla sicurezza marittima.

Ultimo aggiornamento: venerdì 8 agosto 2014